Campionati Italiani Giovanili 2022, Terrasini (PA)

Eccoci giunti all’appuntamento clue della stagione per i nostri giovani: 

quest’anno, così come nel 2007 e nel 2010, il Campionato Italiano Giovanile si è svolto nella calda e accogliente Sicilia, a Terrasini(PA), dal 3 al 9 luglio.

La sede di gioco era il bel villaggio turistico “Città del Mare” , luogo a me già noto in quanto partecipai all’edizione del 2010 in qualità di giocatore.

Dodici anni dopo sono tornato qui per ricoprire il ruolo di istruttore: come si suol dire, dal banco alla cattedra è un attimo.

Tra tutte le sedi che ho visto, ritengo che questa sia forse la più adeguata per un Campionato Italiano Giovanile: la presenza del mare e di diverse piscine favorisce attimi di stacco e socializzazione che in manifestazioni come queste sono importantissimi e permettono ai ragazzi di avere una routine equilibrata, divisa tra tensione agonistica per il torneo e momenti di relax e riposo.

L’Emilia-Romagna c’era e i numeri parlano chiaro: ci presentavamo in 90 giocatori, preceduti in termini di partecipazione solo dai padroni di casa e dalla sempre numerosissima delegazione lombarda.

Oltre la metà dei nostri atleti proviene dal Circolo Scacchistico Bolognese, che sta vedendo ripagati i propri mastodontici sforzi organizzativi e didattici degli ultimi due anni, nonostante il periodo difficile per tutti.

Come tutti gli anni, a supporto dei partecipanti, il Comitato Regionale aveva selezionato  due istruttori, il cui ruolo era quello di assistere i ragazzi nell’ analisi delle partite: alla fine di ogni incontro ogni giocatore poteva, a titolo gratuito, sottoporre a me o al mio collega Alex Dobboletta la propria partita e ricevere consigli utili. 

A completare il “pacchetto” istruttori c’era anche l’amico Pietro Clemente che, pur non essendo tenuto a farlo, nel corso della settimana ha lavorato tanto quanto noi due , alleggerendo il carico di lavoro complessivo di ognuno e aiutandoci moltissimo.

Purtroppo, il Covid -o almeno, questa è stata la giustificazione degli organizzatori, che a esser sinceri non mi ha convinto più di tanto- ha reso complicata l’istituzione di una sala adibita all’analisi delle partite ; abbiamo comunque saputo far fronte al problema allestendo 3 tavolini a bordo della piscina olimpionica e fino alla fine del torneo questo è stato il nostro quartier generale.

Per quanto il panorama sia insostituibile, il chiasso e il caldo hanno reso l’analisi piuttosto faticosa; comunque il fatto che la maggior parte dei nostri ragazzi sia venuta ad analizzare per capire i propri errori é sintomo di una smisurata passione per il gioco e questo non può che rallegrarmi.

L’entusiasmo non è mancato neppure sulla faccia degli under 8, che dopo massimo un’ora dall’inizio del turno mostravano le loro prodezze a noi istruttori, che avessero vinto o meno.

Da istruttore ho particolarmente apprezzato il clima di squadra sempre presente: l’Emilia- Romagna era un grande team molto affiatato, del quale facevano parte giocatori, genitori, delegati ed istruttori. 

Più che una sala analisi, infatti, la nostra sembrava la curva sud di uno stadio, pronta a caricare i ragazzi e ad esultare tutte le volte che uno dei nostri giungeva con una vittoria: oltre a noi istruttori, infatti, i tavoli erano costantemente occupati da uno stuolo di genitori super entusiasti.

Quasi sempre l’analisi post partita era condita da un’abbondante dose di autoironia, a mio parere arma necessaria e utile per far fronte alle sconfitte seccanti e indispensabile per rialzarsi dopo uno scivolone durante un torneo così lungo.

Alle 21.30 del 3 luglio si è poi svolta, nell’anfiteatro del villaggio, la consueta cerimonia di inaugurazione, vera e propria esplosione di colori visto che ogni atleta indossava la divisa del proprio circolo o regione di appartenenza.  

Approfitto di questa immagine suggestiva per rivolgermi brevemente ai genitori:  cari genitori, non fatevi eccessivamente annebbiare la vista dai soli risultati e non mettete addosso ai vostri figli pressioni inutili qualora i risultati non corrispondano alle vostre aspettative.  Ricordatevi piuttosto che il bello di un Campionato Italiano Giovanile è anche questo: la presenza in una stessa sede di giovani scacchisti di tutto lo stivale e la possibilità di stringere preziosi rapporti di amicizia con altre persone che condividono la stessa passione. Perciò, cari genitori, supportate e sostenete i vostri figli senza caricarli di eccessive responsabilità, spronandoli a dare il massimo in ogni partita: siamo a un Campionato Italiano Giovanile ed è giusto che si chieda ai ragazzi di dimostrare serietà ed impegno; d’altra parte, però, non ci si può e non ci si deve neppure aspettare che all’impegno corrisponda sistematicamente una ricompensa in termini di risultato, in quanto il risultato dipende da una serie di fattori, alcuni dei quali non governabili e imprevedibili.

Sull’importanza dell’impegno e del dare sempre il massimo si è pronunciato anche il presidente del Comitato Regionale Giulio Calavalle il quale, dopo la consueta foto di gruppo della regione, ha motivato i nostri partecipanti con un efficace discorso in vista degli ultimi turni del torneo.

Dopo una settimana di Campionati, l’Emilia-Romagna ha lasciato la Sicilia con un lauto bottino, a conferma dell’ottimo operato degli istruttori della nostra regione che seguono i ragazzi durante l’anno: su  12 tornei, abbiamo conquistato 2 titoli nazionali (Lorenzo Fava nell’U14A e Lorenzo Tellarini nell U10A) , 2 medaglie d’argento (Luca Ballotti nell’U18A e Maria Chiara Tabellini nell’U10F) , 2  di bronzo (Alice Cebanu nell’U14F e Rebecca Mazza nell’U8F) e altri 10 piazzamenti nell’agognata top 10. 

Questi dati sono tratti dalle precise rilevazioni del leggendario e impeccabile Mauro Benetti, che ringrazio sentitamente per avermi risparmiato la fatica di ricavare tali informazioni da me.

Di seguito qualche dialogo o aneddoto divertente capitato durante questi giorni.

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FINALI, QUESTI SCONOSCIUTI

“ E qui abbiamo fatto patta”

“Come mai? Hai due pezzi in più!”

“Sì, ma non so come dare matto!” 

Posizione senza Donne e Torri e completa inconsapevolezza dell’esistenza del finale.

(Tommaso, 7 anni)

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ANALISI POST MORTEM, MOSSE DUBBIE E AVVERTIMENTI

“Se fai questa ti arrivano immediatamente le forze dell’ordine sotto casa” 

(Giulio, 14 anni)

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LEZIONI DI TEDESCO

Alex : “E questo è l’attacco Muller!”

Io: “Eh sì, proprio così, fate l’amore con il sapore. Muller è uno yogurt!”

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MITIZZAZIONE DEGLI ISTRUTTORI

Maria Chiara, under 10, mi mostra una linea complicata dell’attacco Moller, eseguendo velocissimamente una ventina di mosse di teoria senza sbagliare nulla, poi si ferma e mi guarda. 

“Cosa si gioca qui?”

Casualmente, qualche giorno prima avevo appreso dell’esistenza di questa linea mentre preparavo un file per un allievo, ma non ricordavo la teoria fino a quel punto anche perchè solitamente gioco tutt’altro.

“Non lo so, non me la ricordo fin qua!”

“Ma dai! Pensavo che la sapessi!!!” (con espressione delusa)

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DEI DELITTI E DELLE PENE

Durante il pranzo del penultimo giorno, al ristorante del villaggio, uno dei nostri litiga prima con un cameriere e poi col maitre. 

I toni si scaldano presto e ne scaturisce una lite in cui volano insulti. Il nostro viene convocato poi in direzione dell’hotel, dove ha un diverbio acceso persino con l’organizzatore del torneo. Dopo un’oretta il tutto si risolve con scuse reciproche.

Alle 16, poco dopo l’inizio del turno e a questione già sistemata, il nostro ci raggiunge in sala analisi, carico di bottiglie d’acqua per i nostri giocatori e istruttori. 

Non posso astenermi dal commentare: “Caspita, ma allora ti hanno sanzionato sul serio! Per quanto tempo dovrai svolgere lavori socialmente utili?”

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CERVELLI IN FUMO

Alle 20, dopo 4 ore di analisi sotto il sole, sto dando un’occhiata a un complesso finale di Arianna (Under 16). Lascio immaginare quanto accurata sia la mia analisi dopo 4 ore passate a ripetere a bambini grandi come coriandoli di sviluppare i pezzi, lottare per il possesso del centro e mettere il Re al sicuro quanto prima, senza spingere i pedoni dell’arrocco.

Giulio: “ La faccia schifata di Tommaso è tutta un programma riguardo a come è stato giocato il finale” 

Io: “No, è che ho esaurito le energie psicofisiche e non capisco più niente.”

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Concludo con un sentito ringraziamento a ogni singolo componente della squadra emiliano-romagnola, a partire dagli efficientissimi delegati regionali Giulio e Tosca, molto bravi nella coordinazione di un gruppo così numeroso e nella risoluzione tempestiva dei problemi.

Menzione d’onore poi per l’amico e collega Alex Dobboletta, che ha condiviso con me quest’avventura dal primo all’ultimo minuto. 

Un grosso grazie anche a Pietro, il cui aiuto in sala analisi è stato molto gradito e indispensabile a garantire a me e ad Alex ritmi di lavoro umani.

Grazie ai miei allievi, vecchi e nuovi, che tanto si sono impegnati prima e durante questo torneo.

Grazie infine a tutti i genitori che hanno accompagnato i ragazzi a questo evento e a tutti i giocatori che hanno dimostrato determinazione e maturità nel voler identificare i propri errori al fine di migliorare la propria comprensione del gioco.

Arrivederci alle prossime edizioni del CIGU18!

Tommaso Fuochi

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